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Questa è la bellissima spiaggia di Ipanema a Rio de Janeiro. Benvenuti su "Diario di Bordo". Stefaninho
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A est di Rio de Janeiro, la lunga striscia di sabbia bianca che separa l’Atlantico da una serie di grandi lagune costiere si affaccia su un mare che in qualche ora può sfumare da un turchese accecante al nero di un acquazzone tropicale.
E’ la Costa do Sol, paradiso dei surfisti (quelli seri, non certo quelli della domenica come me) di mezzo mondo.
Soprattutto Saquarema, che si trasforma nella capitale brasiliana del surf quando, alla fine dell’inverno, le onde scivolano perfette e precise verso Praia de Itaùna.
Affascinato dai racconti del padre di Rodrigo su questo mare tropicale, un giorno sono andato con loro al mare a Cabo Frio...
(continua a leggere)
Avvistare la costa libica dall'alto, a bordo di un Boeing della Lybian Airlines, è una di quelle esperienze che si ricordano a lungo. Dopo poco meno di due ore di volo, immersi nel blu più totale, sospesi in un punto chissà dove tra mare e cielo, improvvisamente si scorge una distesa brulla e deserta con qualche sporadica costruzione e un'unica strada, dritta e lunghissima. Famosa per il suo bellissimo deserto, il Fezzan dalla sabbia rosa, la Libia si apre ora ad un turismo diverso, non più di avventura ma di cultura. Perché questo paese che basa la sua economia sul petrolio (l'oro nero rappresenta il 95% delle entrate) ha anche un patrimonio archeologico di grandi dimensioni e valore.
Un mare incontaminato
Testimonianze di insediamenti punici, fenici, bizantini e romani si susseguono sulla costa, talvolta emergendo da un mare che non conosce inquinamento. Una distesa azzurra che potrebbe rivelarsi un'altra grande ricchezza se solo il Colonnello Gheddafi decidesse di aprire le spiagge al turismo balneare straniero, ipotesi per ora ancora remota. A disposizione del turista, quindi, "solo" deserto, siti archeologici, musei e città, in un affresco di usi e costumi che si tramandano da generazioni. La Libia, infatti, è uno Stato laico con forti tradizioni religiose. Qui, però, l'islamismo è sinonimo di tolleranza, non di integralismo, anche nei confronti di altre culture e diverse religioni.
Vagabondo sulla Via della Seta
Mario Biondi, viaggiatore instancabile, ci conduce lungo l'incantevole e favoloso reticolo di strade per l'Oriente
Noi europei siamo una popolazione stanziale, ma amiamo i viaggi in modo viscerale e profondissimo. Conserviamo in qualche angolo nascosto della nostra anima una vocazione al nomadismo, anche se non sempre siamo capaci di farla venire alla luce. Mario Biondi, l'autore di queste straordinarie avventure di viaggio, quell'ancestrale desiderio di vagabondare sul globo l'ha coltivato per tutta la vita.
Questo libro è la summa dei suoi viaggi sulla Via della Seta, dall'Italia alla Cina, la strada che fu percorsa da Marco Polo, che unisce l'Occidente all'Oriente, che attraversa i luoghi in cui la nostra civiltà è nata e poi fiorita: Palmyra, Petra, Tabriz, Isfahan, Shiraz, Hormuz, Bukhara e Samarcanda, il Turkestan cinese, il deserto del Taklamakan. Anche noi torniamo ad essere nomadi in queste pagine, tra questi popoli, beviamo il latte di giumenta tra le yurte, annusiamo gli aromi di mercati ed alpeggi, mangiamo polvere sulle molte strade bianche che vengono percorse insieme a questo viaggiatore incantato, innamorato di queste terre piene di fascino, raffinato occidentale che cerca e rispetta la diversità, grande risorsa del genere umano.


E così, come promesso, il lunedì di Pasquetta sono andato a Castiglione della Pescaia con alcuni miei amici: Lorenzo e Federico.
Assenzi ingiustificati l'altro Lorenzo e Sraffa.
E devo ammettere che è stata una scelta assolutamente azzeccata perché mentre a Lucca il tempo deludeva a Castiglione era una bellissima giornata veramente calda e piena di sole.
Castiglione della Pescaia è un antico borgo medioevale splendidamente conservato e curato che attrae ogni anno migliaia di turisti affascinati da una mare pulito tanto da meritare di figurare tra i mari più belli e puliti d’Italia.
In più si può tranquillamente visitare il borgo antico che si inerpica con le sue strette viuzze fino in cima a un promontorio dal quale si può godere di un panorama unico.
Nell’entroterra una macchia mediterranea molto ben conservata accompagna lo sguardo per chilometri in ogni direzione.